DI COSA SI TRATTA: all'inizio del 900 un gruppo di siciliani - un uomo, l'anziana madre e i due figli, più due ragazze da maritare - vende il poco che ha in cambio di scarpe e vestiti decenti ed emigra in America. Partenza, viaggio in nave, quarantena a Ellis Island.
COSA MI E' PIACIUTO: è un film di poesia più che di prosa, ed è poesia che incuriosisce più che toccare. E' un'opera corale, ma lascia un po' di spazio al protagonista maschile, giusto per apprezzarne la singolarità nella tipicità, e anche la superba interpretazione di Vincenzo Amato, già protagonista per Crialese di Respiro. Situazioni e immagini, oniriche o realistiche che siano, vagano in una struttura ampia che avrebbe potuto contenere 10 film come questo. Crialese sceglie pochi momenti forti (padre e figlio con la pietra in bocca, la nave che salpa spaccando in due la folla, e poi quando scossa dalla tempesta sbatacchia impietosamente i passeggeri da un'estremità all'altra della sua pancia, il bagno nel latte, le reciproche promesse di matrimonio) e li collega con un tessuto neutro che fa cogliere l'insieme evitando di introdurre troppi elementi di distrazione. Il contatto fra il vecchio e il nuovo mondo è efficacemente mostrato con tocco leggero, senza inutili sottolineature, e il polilinguismo risulta molto realistico per merito della scrittura precisa resa in modo rigoroso nei più piccoli dettagli. In generale la realizzazione tecnica è di altissimo livello. Bella fotografia.
COSA NON MI HA CONVINTO: i passaggi di collegamento sono in alcuni casi un po' lunghi e un po' troppo neutri, inficiando in tal modo l'integrità del ritmo complessivo.
Ho visto Nuovomondo in italiano, che poi è quasi sempre siciliano (fortunatamente sottotitolato, anche se qualcosa si capisce ugualmente).
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